INTERVISTE NEL QUARTIERE TESTACCIO SULLO SGOMBERO AL CAMPO BOARIO

Vi riporto le interviste effettuate giovedì 5 aprile dal nostro gruppo di lavoro sullo sgombero al campo boario.

Francesco

 

Mario (italiano trentenne residente a Testaccio) al Caffè Testaccio

 

D: E’ a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si..

D: Cosa pensa dello sgombero?

R: Michele, vedi che vogliono questi.. io non so niente.. parlate con lui..

D: Ma li avrà pure visti qui al caffè..

R. No, io qui non li ho mai visti.. Michele, vedi che vogliono questi..

 

Michele (italiano trentenne residente a Testaccio) al Caffè Testaccio

D: E’ a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si, li hanno sgomberati ieri (mercoledì 4, ndr)..

D: Cosa pensa dello sgombero?

R: Non penso niente, penso che con me sono stati (polizia municipale e carabinieri, ndr) pure meno delicati; loro hanno sgomberato un mio locale lì vicino pochi giorni prima.. a differenza dei rom a me non hanno neanche bussato alla porta, l’hanno direttamente buttata giù. Con loro sono stati pure troppo delicati.

D: Lei sa dove andranno adesso le famiglie rom?

R: No..

D: Le interessa saperlo?

R: No..

D: Aveva rapporti con alcuni di loro? Conosceva qualcuno?

R: Personalmente no, mia figlia frequenta la scuola elementare IV Novembre con una di loro.. però io non li conosco..

D: Ma li avrà incrociati qualche volta nel quartiere..

R: Si al supermercato, qua al Bar, (il Caffè Testaccio, ndr) però non c’ho avuto mai niente a che fare con loro.. sto a pensà a loro..

 

Signore anziane italiane nella Chiesa di Santa Maria Liberatrice

 

D: Signore, avete saputo dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Rom? No..

D: Gli zingari al mattatoio..

R: Ahhh, i Ron.. però non parliamo di queste cose..

D: Lei sa dove andranno adesso?

R: No..

D: Che idea avete di loro? Cosa sapete di loro?

R: Ragazzi, questo è il momento meno adatto.. oggi è giovedì santo..

 

Andrea (italiano proprietario di una pizzeria a Testaccio)

 

D: E’ a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si..

D: Cosa pensa dello sgombero?

R: Sono contento che se ne siano andati. E’ giusto (Andrea si proclama deliberatamente razzista, contro i rom e favorevole allo sgombero, ndr).

Marco (giovane italiano residente a Testaccio ) ad una copisteria

 

D: Sei a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si..

D: Cosa pensi dello sgombero?

R: Non penso niente..

D: E di loro?

R: So che c’hanno un sacco di brutti impicci qui a Testaccio ma non li posso dire..

D: Sai dove andranno adesso le famiglie rom?

R: No..

D: Con loro che rapporti hai?

R: Buoni rapporti.. C’ho preso qualche volta il caffé insieme al Bar ma niente di che..

 

Paola, Daniela, Francesca (italiane trentenni residenti a Testaccio) a piazza S. Maria Liberatrice

D:Siete a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si..

D: Cosa pensate dello sgombero?

R1: e’ meglio così, va bene, io non sono favorevole a loro..

R2: si pure io.. gli è andata pure troppo bene, li hanno sgomberati dando 8.000 euro a famiglia.. a me se mi sfrattano..

R3: eppoi vanno pure a Saxa Rubra..

D: Cosa sapete di loro?

R1: Non penso niente di buono.. ma di che parliamo? Stanno con le catene d’oro, le mercedes..

R3: Spacciano e danno fuoco dentro la macchina..

R2: Oddio, non so tutti così.. però la maggioranza è così..

D: Quindi nutrite forti dubbi sulla loro reale situazione d’emergenza..

R1: Ma si.. i maschi sono i peggio.. ieri sera qui al Bar si so’menati tra loro..

R2: Girano coi peggio soldi, l’altro giorno uno di loro s’è comprato un grattaevinci al bar da 5 euro, ha cacciato tutti pezzi da cento.. e quando me lo compro io un grattaevinci?

D: E che pensate del loro modo di vivere?

R1: Io non so niente.. so solo che il comune gli aveva trovato la casa ma se la sono rivenduta.. Se ci vuoi vivere così che vuoi da noi..

R3: Capisco tutto, ma la casa è un problema più per noi che per loro, secondo me.. io sto sola con mia figlia piccola, come faccio?

D: Ma avete mai avuto rapporti con loro?

R1: Si..

R2: Si, mia figlia sta alla IV novembre con una bambina zingara..

R3: Si, anche la mia, mi sembra che si chiami Marisa.. è una bella bambina.. è la migliore amica di mia figlia..

R1: Poi al supermercato (alla Pam di Testaccio, ndr), stanno sempre là le donne..

D: Le bambine zingare però vi stanno simpatiche..

R1: Si, sono pure abbastanza pulite..

R2: Il problema sono i maschi, stanno tutto il giorno seduti senza fare niente a guardare per aria.. ma tu non hai dubbi su di loro?

D: Allora come pensate che vivano?

R3: Mah! C’hanno tutti giri brutti, spacciano, fanno lo strozzo..

D: Qualcuno di loro lavora il rame..

R1: In tutti questi anni ne avrò visti due tre che lavorano il rame.. Bella questa!

Antonio (cinquantenne benzinaio residente a Testaccio)

 

D: E’ a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si.. ma che vuoi?

D: Cosa pensa dello sgombero?

R: Io? Sono contento, è giusto che vadano via..

D: Perché è giusto?

R: Scusa, sono abusivi, no? L’acqua e la luce chi la paga al campo? E poi c’hanno certi giri.. hai visto le mercedes?

D: Lei sa dove andranno adesso a stare?

R: No.. ma tanto so’ zingari.. dove vanno.. sono nomadi.. Non è come noi che se ci troviamo in mezzo a una via..

D: So che qui venivano spesso..

R: Per anni ho lottato con loro notte e giorno.. sai quante botte mi so’ preso per la benzina, e quante gliene ho date.. ultimamente eravamo arrivati a una tregua però, con tutto che io sono di sinistra…

D: Pagavano tutto?

R: All’inizio, proprio all’inizio, no.. Poi si..

D: Che pensa del loro modo di vivere?

R: Boh, se so zingari perché si fanno problemi a cambiare posto? C’hanno certe mercedes e certi camper..Andassero in campagna, stanno più larghi. Lo vedi l’amico mio?

D: Chi, lui?

R: Si, lo vedi, io non sono razzista.. l’ho pure assunto.. Nero!! Viè qua!! A lui l’hanno menato qualche settimana fa..

 

Rashid (ventenne immigrato, lavora alla pompa di benzina)

(Ad alcune domande Rashid risponde, con molta difficoltà e con un brutto italiano, che è contento che i rom siano andati via, e conferma di essere stato aggredito la settimana scorsa da alcuni uomini del campo che non volevano pagare la benzina, ndr).

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6 Risposte to “INTERVISTE NEL QUARTIERE TESTACCIO SULLO SGOMBERO AL CAMPO BOARIO”

  1. suilettidelfiume Says:

    Provo a dare alcune chiavi di lettura di questo pomeriggio facendo un dovuto preambolo: si fanno considerazioni su un campione di una dozzina di persone ascoltate. Tuttavia lo scambio di opinioni svolto anche con gli altri gruppi di intervistatori rincontrati successivamente permette di potere condividere qualche considerazione.

    1 – la comunità del quartiere ha espresso nei confronti dell’insediamento rom un’idea di convivenza, intesa però come compresenza passiva, quasi fatalista. Non avvertiva assolutamente la presenza del campo come un pericolo o una minaccia, tuttavia dai discorsi emersi sembra non averne mai colto le eventuali risorse e le ricchezze. Al di là di alcune considerazioni legate più che altro all’immaginario collettivo classico dello zingaro ( la presunta ricchezza, l’essere e l’agire sempre ai limiti della legalità) più o meno fondate su esperienze personali, la comunità residente di Testaccio avvertiva oramai la componente rom come una traccia distinguente importante, una sigla caratteristica del quartiere, quasi fosse l’ultimo ennesimo elemento di stratificazione tra i vecchi cocci e le mura aureliane. Tuttavia all’interno del nostro gruppo non è sembrato che la comunità rom avesse creato nel quartiere una rete di relazioni tali da poter garantire l’integrazione, seppure parziale, e la solidarietà da parte dei residenti.
    2 – la vicenda dello sgombero viene vissuta dagli intervistati, e in particolare modo dai residenti nel quartiere, come l’ennesimo segnale del cambiamento del valore urbano di Testaccio all’interno della città. Molto spesso la discussione sullo sgombero di mercoledì 4 si riallacciava a quelli ormai storici e agli ultimi di Via Caio Cestio, delle botteghe artigiane vicino Monte dei Cocci, alle recenti trasformazioni del mattatoio. Si è parlato spesso di affitti, di case operaie che oramai non lo sono più (per lo meno stando ai prezzi), di tracce della storia che vanno ormai sbiadendosi: questi discorsi portano a pensare che la vicenda dei rom Kalderasha sia strettamente correlata al quartiere, al suo costituirsi terreno fertile per il nuovo rilancio di una gentrification molto alla romana.. incapace di creare un modello di crescita concertato e calato nella distinte realtà della città.. questo sgombero insomma è forse più testimonianza della nuova appetibilità urbana di Testaccio che non conferma della discutibile politica di evacuazioni e sgomberi di cui i rom, e non solo loro, sono purtroppo vittime oggi in città.
    3 – emerge chiaramente una scarsa conoscenza non solo della cultura rom, ma anche della storia della gente del campo da parte degli intervistati: una serie di equivoci sulla nazionalità, sulla religione sui costumi di questa comunità. E questo, dopo più di 15 anni di compresenza all’interno di un quartiere fortemente connotato socialmente, ancora popolare come Testaccio, non è un buon segnale per entrambe le parti.

    f.c.

  2. suilettidelfiume Says:

    riflessioni , molto stringate , suscitate dalla lettura di queste interviste.

    nelle parole degli intervistati si sente un’indubbia atmosfera di pregiudizio che porta a interpretare osservazioni ed eventi relativi al gruppo rom in senso negativo .

    mi è facile , attraverso le interviste , leggere anche in me stessa i pregiudizi che hanno accompagnato il mio rapporto con i rom da quando ero bambina fino a tardi , nella mia vita adulta.

    il pregiudizio è come uno slogan che si sovrappone al lavorio di osservazione e di indagine della conoscenza.

    un corto circuito.

    ho sempre trascurato , per esempio , di approfondire la peculiarità della cultura rom basata sull’oralità ( non sulla scrittura )

    una peculiarità che struttura il modo di parlare e di comunicare , la struttura cognitiva , il sentimento della vita , del tempo e dell’essere in comunità.

    è un tema bellissimo da approfondire e lo sto facendo.

    sempre in tema di pregiudizi ( e del loro opposto ) :

    un’opera di gioacchino rossini ( credo l’unica perchè la carmen di bizet rientra appieno , invece , nel tema stereotipico della zingara che porta alla perdizione ) offre , oltre alla bellezza e al divertimento , una figura di una ragazza zingara positiva e per di più con l’happy end :

    zaida , bella chiromante gitana , piange in mezzo alla sua gente il suo perduto ( e misterioso amore )
    selim è il principe turco con il quale ha condiviso il grande amore e dal quale è dovuta fuggire perchè minacciata dalle donne della sua corte , per gelosia.
    in seguito ad un vortice di peripezie che vengono messe in moto dalla perfida e infedele ( al proprio marito ) Fiorilla , alla fine i due amanti , Selim e Zaida , si ritrovano , si riconoscono e fanno vela felici verso oriente.

    E’ interessante , in questo libretto , il capovolgimento degli stereotipi : le donne negative sono l’italiana e le islamiche , zaida è l’eroina positiva , fedele , innamorata e capace di sormontare tutti gli eventi nefasti.

    continuo più tardi , bianca

  3. suilettidelfiume Says:

    riflessioni sul tema del ” Toccarsi ” a proposito della
    proposta di Veltroni e Serra di spostare al di fuori del raccordo anulare di Roma i campi Rom.

    Toccarsi , l’un l’altro , di striscio , di proposito , per affetto , per desiderio , per respingersi …. è un atto comune ad ogni gruppo sociale.
    Può essere un atto concreto , ma sottintende quasi sempre un’intenzione emotiva o immaginaria.

    Toccarsi significa mettere , anche , in gioco gli invisibili confini che la civilizzazione ha costruito in funzione di un’idea di ordine.

    Colui che ha ideato questo piano di spostamento dei campi Rom al di fuori del raccordo , mi chiedo , ha avuto forse una fantasia di annullamento emotivo nei confronti di queste persone ?
    Se ti sposto al di fuori del confine concreto/immaginario del comune non mi puoi , forse , più Toccare ?

    Ma se non mi puoi più toccare , esisti ?

  4. Elisa Says:

    Ho letto delle interviste e i vari commenti.
    Ma vorrei sapere, se sapete veramente cosa significa vivere in una periferia con le finestre affacciate su un campo rom.
    Immondizia di ogni genere. Il fiume Aniene ridotto a discarica e un via vai di drogati che spesso dopo aver comprato una dose si siedono sulle panchine di un giardino condominiale che una volta veniva usato da mamme e bambini, ora pieno di siringhe e altro.

    Le baraccopoli non sono degne di un paese civile e ritengo meritoria l’iniziativa di costruire situazioni abitative per loro.
    Non capisco perché tutti vogliono proteggere i nomadi e non i cittadini che di fatto sono diventati vittime della loro arroganza.
    NOn bastano i soldi che dobbiamo pagare in tasse per un popolo che non ha nessuna intenzione di integrarsi, ma solo vivere alle nostre spalle e spesso in una situazione di degrado e delinguenza.
    Per la seconda volta hanno rotto il vetro della mia macchina e rubato lo zaino di scuola di mio figlio. Oltre al danno in soldi, anche il problema di tutto il contenuto scolastico non recuperabile.
    E questo perche’ vivo in una quartiere, una volta di operai di sinistra e ora letteralmente assediato da rom.
    Questo convivenza non può essere civile in una situazione di questo tipo, in cui noi abitanti ci vediamo in pericolo di legalità ogni secondo del giorno.
    Dalle macchine che la mattina non si trovano più, e magari vengono recuperate dopo un mese in uno stato pietoso e con l’obbligo di pagare il deposito giudiziario per ritirare una cosa che ti appartiene e che ti hanno rubato (come é successo a mio marito).
    Mio figlio convive con i bambini rom a scuola. Uno a classe.
    Il risultato é che quando é suo vicino di banco (visto che c’è la rotazione per tutti), purtroppo non sempre riesce a capire le spiegazioni degli insegnanti e il più delle volte mi racconta che comunque passeggiano fuori della classe. Fanno agguati nei bagni, dove praticamente hanno ficcato la testa di un bambino nel cesso e hanno costretto con la forza un bambino a vedere un filmino porno con il cellulare.
    Il risultato é che i bambini sono terrorizzati e ghettizzati nella loro stessa scuola, fanno ricreazione in classe e vanno al bagno solo sotto controllo di altri bambini (cosa discutibile – i bidelli sono pochi). Sono prigionieri di una situazione di prepotenza, denunciata ai Carabinieri, e fino ad ora non risolta.
    Questi problemi perchè non li dite nel vostro sito!
    Sono problemi reali di convivenza.
    Io non sono razzista e sono di sinistra, ma non posso tollerare di essere vittima di una situazione non di razzismo ma di vera e propria arroganza di persone che si sentono troppo tutelate tanto da poter vivere impunemente in una situazione di non legalità.
    Di fatto noi cittadini non siamo protetti da questi atteggiamenti e il degrado che vediamo di vita di queste persone non é degno di un popolo civile.
    Mi sembra di vivere nel bronx e non a Roma.
    Ho comprato questa casa con sacrifici e i miei figli non possono nemmeno giocare nel parco sotto casa.
    Io credo che il Sindaco abbia trovato una soluzione degna e non bisogna andare a cavillare di come si é risolta una situazione, ma del fatto che in un modo si deve risolvere.
    Considerando poi il fatto che la spesa é tutta sulle nostre spalle e vivono grazie ai nostri soldi, non credo giusto e degno non essere grati di questo e anzi farci pure sentire in colpa perche’ non li degnamo abbastanza di attenzione e importanza.
    Sono di fatto persone che non lavorano e parassite di una società che ha già tanti problemi di sovvenzioni per strutture pubbliche e sociali.
    Per carità. Loro sono diventati intoccabili e noi i mostri.
    Ma per favore, questa é veramente una vergogna!

  5. flora Says:

    cara elisa,
    i fatti poco piacevoli di cui tu parli, sono compiuti da singoli individui appartenenti a questa minoranza etnica, non da tutto il popolo rom.
    mi dispiace che tu attribuisca quello che è un comportamento individuale a TUTTO un gruppo etnico….
    sai, se in classe di tuo figlio il bambino che disturbava fosse stato nero, avresti detto che i neri sono causa di problemi sociali? e non sarebbe stato questo razzismo?
    se a rubare fosse stata una persona di religione ebraica, avresti dedotto che gli ebrei sono un popolo di ladri?
    e non sarebbe stato questo antisemitismo…di infima specie.
    Lo stesso vale per qualunque persona e popolo.
    Mi dispiace, puoi anche non definirti razzista, ma le tue affermazioni sono razziste.
    Io sono una mamma come te, di roma , come te, e mia figlia va a scuola con bambini e bambine rom, e il comportamento di questi piccoli è uguale identico a quello di mia figlia e delle sue compagne gagè, ossia non rom: alcuni giorni splendido, alcuni giorni birichino, come tutti i bimbi del mondo…

    ho anche varie conoscenti di etnia rom, e alcune amiche. E mi dispiace davvero che le mie amiche verranno sbattute a vivere fuori del raccordo , in qualche lager in mezzo ai campi…
    ciò renderà la loro vita, già dura e difficile, ancor più complicata.

    Se non hanno un lavoro fisso, le mie amiche e conoscenti di etnia rom , è perchè sono discriminate in ambito lavorativo….

    Quante datori di lavoro o datrici di lavoro italiane offrirebbero un posto da tata o persino badante a una donna rom?
    Per non parlare di lavori più qualificati o retribuiti.

    Quindi cara Elisa, rifletti, prima di giudicare….
    e prova a metterti nei panni altrui….

    La vera vergogna è il razzismo e la discriminazione verso le popolazioni rom e sinte, per cui l’Italia è stata ripetutamente condannata anche dal Consiglio d’Europa….senza che niente sia cambiato!

  6. barbara Says:

    ciao

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