TraversAnt SentinElla.

15 marzo 2007 

Ci incontriamo tutti quanti a Piramide alle 14:00, siamo un bel gruppo -direi almeno una quarantina di persone-, pronti a predere il treno per Ostia.  Alla stazione di Lido Centro si scende ed ecco già la prima divisione. Il Tevere in questo tratto si scinde in due rami, ci sono quindi quattro sponde da risalire così anche noi ci dividiamo in quattro gruppi.Questa storia sono appunti di viaggio del gruppo che è partito da Sentinella. 

Percorso 1: Sentinella

Scendiamo dal primo autobus proprio vicino al faro di Sentinella e ci incamminiamo a piedi. Ci imbattiamo immediatamente, proprio alla foce del ramo del Tevere che stiamo risalendo in una vera discarica a cielo aperto. Cumuli di immondizia affogano qualsiasi piacevolezza suggerendoci nient’altro che abbandono. A popolare l’incontro tra il fiume e il mare aperto, oltre al faro, solo i bilancioni dei pescatori, solitari e silenziosi, alcuni affaticati dal tempo inclemente, altri rimessi a nuovo e tirati a lucido ma sempre unici testimoni di una pratica ormai desueta. Andiamo avanti. Ci addentriamo in una strada di fattezze urbane, stretta fra due file di case. Sono case vere di mattoni, costruite da coloro che cinquant’anni fa si stabilirono in quei terreni. Col tempohanno regolarizzato la loro presenza sul territorio pagando regolarmente una quota al Comune così hanno cominciato a costruirsi una dimora propria, sempre su terreno comunale. Parliamo con loro, ci raccontano qualcosa del loro passato, della loro quotidianità.

Ci intratteniamo con un cacciatore.

Scherza con noi.

Ci racconta che il Comune gli garantisce i servizi di base, i bambini vanno a scuola a Fiumicino con cui sono ben collegati da una linea pubblica di autobus, manca solo la linea telefonica quindi si arrangiano con i cellulari, ma nel complesso non si possono lamentare. Poi ci indica che più avanti c’è uno scivolo dove ci sono tre cigni belli alti, erano quattro ma uno l’hanno ammazzato (<<io so cacciatore, ma se becco quello che ha ammazzato il cigno come minimo gli tiro la testa a lui. Perchè noi quando andiamo a caccia se c’è uno che spara agli uccelletti quando andiamo a caccia per dire di faggiani, pure se sei amico tu non ci vieni più, lo buttiamo prorpio fuori!>>) e ancora oltre il Porto Romano. Ci consiglia di andarlo a vedere, una vera fortezza di barche di ricchi, poi un pò preoccupato ci parla di un progetto di ampliamento del porto stesso che avrebbe investito proprio la zona dove si trovano le loro case.  

Proseguiamo. Lo vogliamo vedere.

Sappiamo che lasciandoci guidare dal fiume lo avremmo inercettato. E infatti, ci imbattiamo prima in un immenso campo verde che si lasciamo alla nostra sinistra e non passa molto che già scorgiamo le prime maestose prue e gli svettanti alberi di imbarcazioni di ogni tipo e forma, in legno malandate o in scintillante vetroresina, la une in cantiere a rimettersi in sesto, le altre in acqua pronte ad avventurarsi in mare aperto. Intanto, oltre i profili delle barche scorgiamo la sagoma dell’Isola Sacra, che da il nome a tutta la zona. Il porto è popolato da persone addette al cantiere o dai proprietari che si prendono cura delle prorpie imbacazioni. In ogni caso non vi è traccia di “autoctoni”.

La presenza del porto ha impedito la formazione di habitat spontanei in quanto ha mediato con la propria presenza la fruizione diretta del fiume che si può solo scorgere fra una barca e l’altra.

Il nostro percorso per questo primo tratto è quasi giunto al termine, qualcuno prende l’autobus e torna alla stazione del trenino, altri proseguono fino a ricongiungersi con il gruppo che risaliva lo stesso ramo del fiume sull’altra sponda per scambiarsi impressioni e racconti.

La prima bandierina è piantata ad Ostia Antica da cui ripartiremo al prossimo appuntamento.                                                             

                                                                                                                                                                                                                                                                                      Azzurra.

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