Archive for aprile 2007

Senza titolo

25 fUTCbbThu, 12 Apr 2007 21:13:14 +0000pm132007 2008

parole parole…

REG
GRANO
GRA
ANACONDA
FAGIANI
NESSUNO
VERDE
VIAGGIATORE/TURISTA
LE VELOCIPÈDE
GUAD RAIL
LA NUTRIA EXHIBITIONNISTE
L’ALTRA SPONDA
ESSO LA FUENTE
LINEA GIALLA
METANODOTTO
LAND ART ROMATERZIANO

INTERVISTE NEL QUARTIERE TESTACCIO SULLO SGOMBERO AL CAMPO BOARIO

25 fUTCbbThu, 12 Apr 2007 04:42:13 +0000am422007 2008

Vi riporto le interviste effettuate giovedì 5 aprile dal nostro gruppo di lavoro sullo sgombero al campo boario.

Francesco

 

Mario (italiano trentenne residente a Testaccio) al Caffè Testaccio

 

D: E’ a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si..

D: Cosa pensa dello sgombero?

R: Michele, vedi che vogliono questi.. io non so niente.. parlate con lui..

D: Ma li avrà pure visti qui al caffè..

R. No, io qui non li ho mai visti.. Michele, vedi che vogliono questi..

 

Michele (italiano trentenne residente a Testaccio) al Caffè Testaccio

D: E’ a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si, li hanno sgomberati ieri (mercoledì 4, ndr)..

D: Cosa pensa dello sgombero?

R: Non penso niente, penso che con me sono stati (polizia municipale e carabinieri, ndr) pure meno delicati; loro hanno sgomberato un mio locale lì vicino pochi giorni prima.. a differenza dei rom a me non hanno neanche bussato alla porta, l’hanno direttamente buttata giù. Con loro sono stati pure troppo delicati.

D: Lei sa dove andranno adesso le famiglie rom?

R: No..

D: Le interessa saperlo?

R: No..

D: Aveva rapporti con alcuni di loro? Conosceva qualcuno?

R: Personalmente no, mia figlia frequenta la scuola elementare IV Novembre con una di loro.. però io non li conosco..

D: Ma li avrà incrociati qualche volta nel quartiere..

R: Si al supermercato, qua al Bar, (il Caffè Testaccio, ndr) però non c’ho avuto mai niente a che fare con loro.. sto a pensà a loro..

 

Signore anziane italiane nella Chiesa di Santa Maria Liberatrice

 

D: Signore, avete saputo dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Rom? No..

D: Gli zingari al mattatoio..

R: Ahhh, i Ron.. però non parliamo di queste cose..

D: Lei sa dove andranno adesso?

R: No..

D: Che idea avete di loro? Cosa sapete di loro?

R: Ragazzi, questo è il momento meno adatto.. oggi è giovedì santo..

 

Andrea (italiano proprietario di una pizzeria a Testaccio)

 

D: E’ a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si..

D: Cosa pensa dello sgombero?

R: Sono contento che se ne siano andati. E’ giusto (Andrea si proclama deliberatamente razzista, contro i rom e favorevole allo sgombero, ndr).

Marco (giovane italiano residente a Testaccio ) ad una copisteria

 

D: Sei a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si..

D: Cosa pensi dello sgombero?

R: Non penso niente..

D: E di loro?

R: So che c’hanno un sacco di brutti impicci qui a Testaccio ma non li posso dire..

D: Sai dove andranno adesso le famiglie rom?

R: No..

D: Con loro che rapporti hai?

R: Buoni rapporti.. C’ho preso qualche volta il caffé insieme al Bar ma niente di che..

 

Paola, Daniela, Francesca (italiane trentenni residenti a Testaccio) a piazza S. Maria Liberatrice

D:Siete a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si..

D: Cosa pensate dello sgombero?

R1: e’ meglio così, va bene, io non sono favorevole a loro..

R2: si pure io.. gli è andata pure troppo bene, li hanno sgomberati dando 8.000 euro a famiglia.. a me se mi sfrattano..

R3: eppoi vanno pure a Saxa Rubra..

D: Cosa sapete di loro?

R1: Non penso niente di buono.. ma di che parliamo? Stanno con le catene d’oro, le mercedes..

R3: Spacciano e danno fuoco dentro la macchina..

R2: Oddio, non so tutti così.. però la maggioranza è così..

D: Quindi nutrite forti dubbi sulla loro reale situazione d’emergenza..

R1: Ma si.. i maschi sono i peggio.. ieri sera qui al Bar si so’menati tra loro..

R2: Girano coi peggio soldi, l’altro giorno uno di loro s’è comprato un grattaevinci al bar da 5 euro, ha cacciato tutti pezzi da cento.. e quando me lo compro io un grattaevinci?

D: E che pensate del loro modo di vivere?

R1: Io non so niente.. so solo che il comune gli aveva trovato la casa ma se la sono rivenduta.. Se ci vuoi vivere così che vuoi da noi..

R3: Capisco tutto, ma la casa è un problema più per noi che per loro, secondo me.. io sto sola con mia figlia piccola, come faccio?

D: Ma avete mai avuto rapporti con loro?

R1: Si..

R2: Si, mia figlia sta alla IV novembre con una bambina zingara..

R3: Si, anche la mia, mi sembra che si chiami Marisa.. è una bella bambina.. è la migliore amica di mia figlia..

R1: Poi al supermercato (alla Pam di Testaccio, ndr), stanno sempre là le donne..

D: Le bambine zingare però vi stanno simpatiche..

R1: Si, sono pure abbastanza pulite..

R2: Il problema sono i maschi, stanno tutto il giorno seduti senza fare niente a guardare per aria.. ma tu non hai dubbi su di loro?

D: Allora come pensate che vivano?

R3: Mah! C’hanno tutti giri brutti, spacciano, fanno lo strozzo..

D: Qualcuno di loro lavora il rame..

R1: In tutti questi anni ne avrò visti due tre che lavorano il rame.. Bella questa!

Antonio (cinquantenne benzinaio residente a Testaccio)

 

D: E’ a conoscenza dello sgombero dei Rom al Campo Boario?

R: Si.. ma che vuoi?

D: Cosa pensa dello sgombero?

R: Io? Sono contento, è giusto che vadano via..

D: Perché è giusto?

R: Scusa, sono abusivi, no? L’acqua e la luce chi la paga al campo? E poi c’hanno certi giri.. hai visto le mercedes?

D: Lei sa dove andranno adesso a stare?

R: No.. ma tanto so’ zingari.. dove vanno.. sono nomadi.. Non è come noi che se ci troviamo in mezzo a una via..

D: So che qui venivano spesso..

R: Per anni ho lottato con loro notte e giorno.. sai quante botte mi so’ preso per la benzina, e quante gliene ho date.. ultimamente eravamo arrivati a una tregua però, con tutto che io sono di sinistra…

D: Pagavano tutto?

R: All’inizio, proprio all’inizio, no.. Poi si..

D: Che pensa del loro modo di vivere?

R: Boh, se so zingari perché si fanno problemi a cambiare posto? C’hanno certe mercedes e certi camper..Andassero in campagna, stanno più larghi. Lo vedi l’amico mio?

D: Chi, lui?

R: Si, lo vedi, io non sono razzista.. l’ho pure assunto.. Nero!! Viè qua!! A lui l’hanno menato qualche settimana fa..

 

Rashid (ventenne immigrato, lavora alla pompa di benzina)

(Ad alcune domande Rashid risponde, con molta difficoltà e con un brutto italiano, che è contento che i rom siano andati via, e conferma di essere stato aggredito la settimana scorsa da alcuni uomini del campo che non volevano pagare la benzina, ndr).

tevere

25 fUTCbbWed, 11 Apr 2007 18:26:42 +0000pm262007 2008

fiumeabri.gif

palafitta

25 fUTCbbWed, 11 Apr 2007 18:22:15 +0000pm222007 2008

casasopra.gif

sotto al ponte

25 fUTCbbWed, 11 Apr 2007 18:21:37 +0000pm212007 2008

sottoponte.gif

percorso

25 fUTCbbWed, 11 Apr 2007 18:20:52 +0000pm202007 2008

camino.gif

pescatore

25 fUTCbbWed, 11 Apr 2007 18:19:18 +0000pm192007 2008

pescatore.gif

Un Fiume

25 fUTCbbWed, 11 Apr 2007 17:40:50 +0000pm402007 2008

IDEA DI UN PERCORSO
DEL TEMPO…
METTERSI IN DISCUSSIONE
FARE SCELTE
APRIRE UNA COERENZA
DARSI DELLE REGOLE
IL PERCORSO
UN FILO CHE MI GUIDA
A L’INTERNO A L’ESTERNO
FREDDO O CALDO
NON IMPORTA
QUI O LA …
ASPETTIAMO
CHI GUARDA COSA
SI ACCENTUA L’ANGOSCIA
PERDERSI PERDERSI…
PERDERE I SUOI RIFERIMENTI
NON SI SA PIU
LA MEMORIA
ASPETTATIVE ACCESSIBILE NON ACCESSIBILE…

alice.

TraversAnt SentinElla.

25 fUTCbbThu, 05 Apr 2007 10:06:03 +0000am062007 2008

15 marzo 2007 

Ci incontriamo tutti quanti a Piramide alle 14:00, siamo un bel gruppo -direi almeno una quarantina di persone-, pronti a predere il treno per Ostia.  Alla stazione di Lido Centro si scende ed ecco già la prima divisione. Il Tevere in questo tratto si scinde in due rami, ci sono quindi quattro sponde da risalire così anche noi ci dividiamo in quattro gruppi.Questa storia sono appunti di viaggio del gruppo che è partito da Sentinella. 

Percorso 1: Sentinella

Scendiamo dal primo autobus proprio vicino al faro di Sentinella e ci incamminiamo a piedi. Ci imbattiamo immediatamente, proprio alla foce del ramo del Tevere che stiamo risalendo in una vera discarica a cielo aperto. Cumuli di immondizia affogano qualsiasi piacevolezza suggerendoci nient’altro che abbandono. A popolare l’incontro tra il fiume e il mare aperto, oltre al faro, solo i bilancioni dei pescatori, solitari e silenziosi, alcuni affaticati dal tempo inclemente, altri rimessi a nuovo e tirati a lucido ma sempre unici testimoni di una pratica ormai desueta. Andiamo avanti. Ci addentriamo in una strada di fattezze urbane, stretta fra due file di case. Sono case vere di mattoni, costruite da coloro che cinquant’anni fa si stabilirono in quei terreni. Col tempohanno regolarizzato la loro presenza sul territorio pagando regolarmente una quota al Comune così hanno cominciato a costruirsi una dimora propria, sempre su terreno comunale. Parliamo con loro, ci raccontano qualcosa del loro passato, della loro quotidianità.

Ci intratteniamo con un cacciatore.

Scherza con noi.

Ci racconta che il Comune gli garantisce i servizi di base, i bambini vanno a scuola a Fiumicino con cui sono ben collegati da una linea pubblica di autobus, manca solo la linea telefonica quindi si arrangiano con i cellulari, ma nel complesso non si possono lamentare. Poi ci indica che più avanti c’è uno scivolo dove ci sono tre cigni belli alti, erano quattro ma uno l’hanno ammazzato (<<io so cacciatore, ma se becco quello che ha ammazzato il cigno come minimo gli tiro la testa a lui. Perchè noi quando andiamo a caccia se c’è uno che spara agli uccelletti quando andiamo a caccia per dire di faggiani, pure se sei amico tu non ci vieni più, lo buttiamo prorpio fuori!>>) e ancora oltre il Porto Romano. Ci consiglia di andarlo a vedere, una vera fortezza di barche di ricchi, poi un pò preoccupato ci parla di un progetto di ampliamento del porto stesso che avrebbe investito proprio la zona dove si trovano le loro case.  

Proseguiamo. Lo vogliamo vedere.

Sappiamo che lasciandoci guidare dal fiume lo avremmo inercettato. E infatti, ci imbattiamo prima in un immenso campo verde che si lasciamo alla nostra sinistra e non passa molto che già scorgiamo le prime maestose prue e gli svettanti alberi di imbarcazioni di ogni tipo e forma, in legno malandate o in scintillante vetroresina, la une in cantiere a rimettersi in sesto, le altre in acqua pronte ad avventurarsi in mare aperto. Intanto, oltre i profili delle barche scorgiamo la sagoma dell’Isola Sacra, che da il nome a tutta la zona. Il porto è popolato da persone addette al cantiere o dai proprietari che si prendono cura delle prorpie imbacazioni. In ogni caso non vi è traccia di “autoctoni”.

La presenza del porto ha impedito la formazione di habitat spontanei in quanto ha mediato con la propria presenza la fruizione diretta del fiume che si può solo scorgere fra una barca e l’altra.

Il nostro percorso per questo primo tratto è quasi giunto al termine, qualcuno prende l’autobus e torna alla stazione del trenino, altri proseguono fino a ricongiungersi con il gruppo che risaliva lo stesso ramo del fiume sull’altra sponda per scambiarsi impressioni e racconti.

La prima bandierina è piantata ad Ostia Antica da cui ripartiremo al prossimo appuntamento.                                                             

                                                                                                                                                                                                                                                                                      Azzurra.